Title: "The minor planets and Venus Prime"

1.800,00 €

Quest’opera fa seguito al precedente, sostituendo la figura storica della Regina Vittoria con Venere, l'archetipo classico della bellezza, della grazia e della fertilità, l'artista approfondisce la sua critica alla mercificazione contemporanea.

Il supporto circolare ospita un collage materico su cartone da imballaggio Amazon. I codici grafici industriali qui sono disposti in modo da dialogare direttamente con l'anatomia della dea.

In dettaglio, si nota come la celebre "freccia-sorriso" di Amazon tagli trasversalmente il viso di Venere come un graffio nero, mentre un codice a barre ne segna la fronte, quasi a suggerire una catalogazione o un prezzo impresso sulla pelle.
Le avvertenze multilingue sul riciclo stampate sul cartone si trasformano nelle ombreggiature naturali del collo e del décolleté.
I capelli di un rosso intenso e mosso, che richiamano i dipinti rinascimentali, sono accostati a inserti in ecopelle grigia e nera intagliata a mano, che definiscono i contorni del corpo e l'elegante panneggio della veste.

L'opera vive sul cortocircuito tra il mito eterno e gli oggetti di consumo usa-e-getta.
Sul panneggio della veste spicca un cammeo classico incastonato in argento con un profilo femminile su sfondo azzurro, da cui pende una fila di strass. Un secondo cammeo più piccolo, quasi a mo' di spilla o copricapo, è applicato sul capezzolo scoperto. Questo inserimento di bigiotteria tridimensionale contrasta con la bidimensionalità del cartone.
Il volto della dea è decorato con piccoli punti luce applicati come piercing sul sopracciglio, sul naso e sul mento, un tocco urban/contemporary che sradica la figura dal mito classico.
Sul braccio sinistro compare la sagoma del coniglietto di Playboy, mentre sul lato opposto spicca un bollino giallo di tracciamento logistico. Entrambi sono simboli di oggettivazione e possesso.
Nell'angolo sinistro spiccano due cerchi concentrici realizzati con strati sovrapposti di pelle colorata intagliata a mano che simulano la superficie terrestre o planetaria vista dallo spazio.

Se nell'opera dedicata alla Regina Vittoria il fulcro era il colonialismo commerciale, in quest’opera il focus si sposta sulla globalizzazione del desiderio e della bellezza.
Il gioco di parole con il servizio "Prime" suggerisce che nella nostra epoca persino i concetti universali e sacri come l'amore, l'arte e l'estetica classica (rappresentati da Venere) sono stati inglobati dalle logiche di spedizione rapida, consumo immediato e imballaggio industriale.
Venere non nasce più dalla schiuma del mare, ma emerge dal cartone di un pacco ordinato online, diventando un bene di lusso serializzato, tracciato e pronto per la consegna a domicilio.

Diametro 60 ca
Realizzato a mano – Unico originale
Venduto senza cornice

This work follows the previous piece, replacing the historical figure of Queen Victoria with Venus, the classical archetype of beauty, grace, and fertility. Through this substitution, the artist further develops her critique of contemporary commodification.

The circular support features a textured collage on Amazon shipping cardboard. Here, the industrial graphic elements are deliberately arranged to interact directly with the anatomy of the goddess.

Most strikingly, Amazon's iconic "smile arrow" cuts diagonally across Venus's face like a black scar, while a barcode marks her forehead, suggesting cataloguing or a price permanently imprinted onto her skin. The multilingual recycling instructions printed on the cardboard become the natural shadows of her neck and décolletage.
Her flowing, vivid red hair-evoking Renaissance paintings-is combined with hand-cut inserts of grey and black eco-leather, which define the contours of her body and the elegant drapery of her garment.

The work exists within the tension between timeless myth and disposable consumer goods.
Prominently displayed on the folds of the garment is a classical cameo set in silver, depicting a female profile against a pale blue background, from which hangs a delicate strand of rhinestones. A second, smaller cameo-resembling either a brooch or a decorative headpiece-is placed over the exposed nipple. These three-dimensional costume jewelry elements create a deliberate contrast with the flatness of the cardboard surface.
The goddess's face is adorned with tiny sparkling studs applied like piercings on the eyebrow, nose, and chin, introducing an urban, contemporary aesthetic that firmly removes the figure from the realm of classical mythology.
On her left arm appears the silhouette of the Playboy Bunny logo, while on the opposite side a yellow logistics tracking label stands out. Both function as symbols of objectification and ownership.
In the lower left corner, two concentric circles composed of layered, hand-cut coloured leather evoke the appearance of the Earth-or a distant planet-seen from space.

Where the work dedicated to Queen Victoria centred on the legacy of commercial colonialism, this piece shifts its focus toward the globalization of desire and beauty. The play on the word Prime suggests that, in our era, even universal and sacred ideals such as love, art, and classical beauty-embodied by Venus-have been absorbed into the mechanisms of rapid shipping, instant consumption, and industrial packaging.
Venus no longer emerges from the foam of the sea; instead, she rises from the cardboard of an online delivery box, transformed into a serialized luxury commodity-tracked, packaged, and ready for home delivery.

Diameter ca 60 cm
Handcrafted – Unique original artwork
Sold unframed